Ministro Bussetti: Come recuperare il gap tra nord e sud?

di Daniele Abbate



Detta così, questa affermazione del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti, sembrerebbe raccontare una storia del Paese, scontata, banale. Ovvero, un nord che lavora, fatica, suda, e un sud, troppo spesso, raccontato in uno storytelling, sfaccendato e assopito.


Però, basta analizzare nemmeno tanto in profondità questo “fenomeno”.


La Politica, dovrebbe interrogarsi, sui cosiddetti “viaggi della speranza”. Viaggi che, quei giovani sfaccendati del sud, fanno per un concorso da infermiere, in cerca di un contratto regolare, di stabilità.


Cinquemila, si 5.000, partecipanti, ad un concorso per soli 5 posti. Quelli che vi partecipano, non sono tutti disoccupati, sfaccendati o privi di impegno, ma, sono persone, uomini e donne, che, lavorano nelle loro città, ma, in condizioni primitive: a partita iva, quando serve, a chiamata, part time.


Il Ministro Bussetti, non conosce i sacrifici delle insegnati del Sud, dove, i trasporti sono carenti, dove spostarsi non è sempre semplice. Dove tutto è più complesso e devi faticare il doppio per stare al passo con chicchessia del “nord”.


Il sud che vota il reddito di cittadinanza, ad oggi, non è visto come un sud che chiede un aiuto concreto, ma, come un sud arreso, sconfitto, il quale, come ultima arma, può solo ricorrere a dei sussidi promessi, futuri.


Il Sud, è raccontato come il territorio dei nullafacenti, degli sfaccendati che aspirano al sussidio, ma, è il caso di guardare la realtà e di chiamare le cose con il loro nome.


Il Sud, per chi lo conosce, è quel luogo dove non si bada mai l’orario di lavoro, si può finire alle 13 come alle 20, l’importante è che si lavori, dignitosamente, quando capita.


Il Sud, è il luogo dove si fanno 800 kilometri di notte per conquistare un contratto, dove si trotta per 8 ore al giorno per trecento o quattrocento euro al mese.


Questo, mi chiedo, vi sembra un sud arreso? Un sud che ha bisogno di assistenza? Io penso che sia un Sud che ha bisogno di correre, ma non a velocità differenti. Un Sud, dove si debbano creare tutte le condizioni, affinché diventi, moderno, vivibile e che l’Italia non corra a due velocità.


Il geniale paradosso creato dal capitano Salvini, è che, dopo aver umiliato, piegato l’immaginario collettivo della politica al racconto di un Sud parassita, sfaticato, sfaccendato, mafioso, puzzolente, è andato a raccogliere quello che aveva seminato. 


Molti, tanti, lo hanno votato, sì, anche al Sud, tanto bistrattato dal Capitano, contribuendo così al suo progetto di leadership nazionale.


Al Sud, Ministro Bussetti, non abbiamo bisogno di assistenzialismo, bensì, occorrono più opportunità, più coraggio e più attenzione da parte di questo Governo che, sembra voglia abolire anche il Sud.

CONDIVIDI o STAMPA