Morello: l’Italia del Covid-19 è una nazione spaccata a metà

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Si è parlato tanto di donne nelle ultime settimane, sia per l’elezione del Presidente della Repubblica dove più che di un nome si è parlato genericamente di “una donna”, che durante le cinque serate sanremesi, la kermesse musicale di Rai1. Abbiamo incontrato Lorenza Morello, giurista d’impresa, presidente nazionale di Avvocati Per la Mediazione (APM), a lungo corteggiata dalla politica, a destra come a sinistra, per fotografare l’attuale situazione politica nazionale.

Partiamo subito dal bis di Mattarella. Cosa pensa della rielezione del presidente della Repubblica?

«La rielezione non mi trova d’accordo, lo dico subito e senza giri di parole. Come ho già avuto modo di dire immaginiamoci se il consiglio d’amministrazione di un’azienda dopo una settimana di riunioni non riuscisse a trovare un nuovo presidente».

Cosa sarebbe successo?
«Glielo dico io. Le riunioni non sarebbero cominciate alle 11. Avrebbero lavorato anche nel week end e se non avessero portato a casa i risultati sperati sarebbero stati licenziati. Inoltre nessun presidente uscente, dichiarata la propria indisponibilità, avrebbe accettato un nuovo mandato».
Non crede al senso delle istituzioni di Mattarella?
«Suvvia è umano, oltre al senso delle istituzioni perché non aggiungere la vanità personale di ricoprire due volte lo stesso ruolo? Ma attenzione 14 anni al Colle sono tantissimi, per chiunque».

Pensa anche lei che siamo passati ad un presidenzialismo de facto?

«Sì. Bisognerebbe avere il coraggio di ammettere che la nostra forma di governo è mutata, e non dalla scorsa settimana. Dal mio punto di vista Draghi puntava a diventare Presidente unendo un po’ le due cariche (Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio dei Ministri ndr). L’operazione non gli è riuscita, ma chissà tra 7 anni cosa succederà. Vogliamo una Repubblica presidenziale? Sarebbe intellettualmente più onesto, da parte della politica, palesarlo».

Passiamo al Covid-19. Cosa pensa del green pass illimitato per chi ha ricevuto la terza dose del vaccino?
«L’Europa ha sempre detto che il green pass doveva essere una misura limitata nel tempo e che non avrebbe dovuto discriminare nessuno. La durata illimitata mi lascia perplessa perché mi sembra che lo strumento stia andando oltre la sua funzione di tutela della salute pubblica».

Dalla salute dei cittadini a quella dell’economia. Qual è lo stato di salute della nostra economia?
«Utilizzando la metafora della domanda la nostra economia è un malato grave. Le imprese soffrono per i debiti maturati durante i vari lockdown per cui lo Stato non ha mai annullato -come da mia richiesta- il periodo di imposta ma semplicemente posticipato l’invio delle cartelle. Per non parlare del costo dell’energia e delle materie prime che sono un macigno sulla via della ripresa, per non parlare di una politica miope che, in un Paese che più di qualunque  altro potrebbe e dovrebbe vivere di turismo, manda le forze dell’ordine a tavola a controllare la “tessera verde” a chi cerca un po’ di normalità andando fuori a cena».

L’Italia è storicamente un Paese diviso su – quasi – tutto. All’inizio dell’emergenza pandemica si diceva: “andrà tutto bene”. Che ne pensa?
«Non è andato tutto bene. C’è una frattura evidente nel patto sociale e poi la divisione tra vaccinati e non vaccinati è più profonda di quello che si crede e andrà avanti per molto tempo. Sarà difficile ricucire la società dopo la pandemia».

Molti economisti però sostengono che l’Italia sia tornata attrattiva per gli investitori stranieri. É d’accordo?

«Essere attrattivi non è sempre positivo. Attualmente l’Italia è un Paese attraente per chi vuole comprare a prezzo di saldo e questa è una cosa che non mi piace».

Eppure il Governo Draghi, che tra poco compirà un anno, è stato salutato come “il governo dei migliori”…
«Vede, io amo il mio lavoro. Mi emoziono ogni volta che visito una fabbrica, resto stupita da quanto lavoro e dedizione c’è dietro ogni prodotto. Per le nostre eccellenze, spesso piccole o piccolissime imprese, essere rappresentate da una classe politica che il lavoro non sa nemmeno dove stia di casa è un male. E in piùDraghi invece di portare a Palazzo Chigi tecnici capaci ha dovuto mediare con tutti i partiti su nomi che francamente non danno alcun valore aggiunto. Forse voleva garantirsi l’elezione al Colle?»

Proviamo ad essere concreti. Da giurista d’impresa quali sono le misure più urgenti che chiedono le imprese italiane?
«Abolizione del periodo di imposta per il periodo del lockdown e immissione di liquidità. L’Italia non può più stampare denaro? Abbiamo o non abbiamo come Presidente del Consiglio l’uomo che a detta di tutti “Ha salvato l’euro”? Bene, allora ora salvi l’Italia».

Lei è stata a lungo corteggiata dalla politica. Come giudica il terremoto in atto nei partiti?
«Ahimè i partiti continuano a dimostrarsi più impegnati a salvare loro stessi che a fare il bene dei cittadini. Le Meloni è sempre più autorevole per diventare leader della destra a scapito di Salvini, che ha i suoi bei problemi interni. Nel Movimento5Stelle Di Maio ha dimostrato di aver maggior controllo dei parlamentari e sembra pronto per la leadership, il segretario PD Letta ha lavorato ad un campo largo con LEU e M5S che rischia di rivelarsi meno largo del previsto. Su Forza Italia non mi faccia infierire, sarebbe come voler uccidere un uomo morto».