Nave Diciotti: non serve un dibattito giuridico sulla violazione di convenzioni internazionali, norme e diritti umani

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di Davide Ragone*

 

Sono stato al porto di Catania al presidio per consentire a 150 disperati di lasciare la nave Diciotti della Guardia Costiera italiana.
Siamo per una immigrazione rispettosa delle regole e per una equa distribuzione di profughi e migranti: questioni che non hanno legame con la vergogna che si sta consumando vicino alle nostre coste. Stamattina, spentesi le luci mediatiche degli arancini e della presenza del segretario del Partito Democratico, Maurizio Martina, non c’era molta gente: oggi siamo purtroppo una minoranza culturale e politica. Non monterei un dibattito giuridico sulla violazione di convenzioni internazionali, norme e diritti umani (a bordo sembra ci sia perfino una epidemia di scabbia), ma mi domanderei soprattutto come sia dilagata la paura della “invasione” anche al di là dei dati reali e del maggiore effetto scenico di uno sbarco rispetto a un arrivo via terra. Se prendi male le onde, rischi di andare “a capa sotto”: bisogna capire come interrompere questa “guerra santa dei pezzenti” che contrappone ultimi e penultimi e recuperare una funzione sociale che trasformi il rapporto tra le forze in campo.
Quando i figli dei nostri figli ci chiederanno dove eravamo, potremo intanto rispondere che eravamo pochi, divisi e disorganizzati, ma dalla parte di chi non aveva voce e non poteva difendersi. Con impegno e passione le cose cambieranno presto!

 

 

*Presidente nazionale FutureDem