SOSTENIAMO LA PROPOSTA DEL NOBEL DELLA PACE A LILIANA SEGRE

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Sosteniamo in maniera convinta la proposta del sindaco di Pesaro e presidente ALI-Autonomie Locali Italiane Matteo Ricci che ha sollecitato, attraverso una lettera, il Parlamento italiano a candidare Liliana Segre, superstite dell’Olocausto e testimone attiva della Shoah italiana per il premio Nobel per la pace 2020.

L’innovazione ha bisogno di tre elementi primari per compiersi: la pace, la memoria e la contaminazione tre elementi a forte rischio nel tempo che stiamo vivendo.

L’Europa unita ha garantito il più duraturo tempo di pace mai vissuto nel nostro continente. La pace però non è per sempre è un bene prezioso che va difeso da tutti noi.

Ogni comunità ha l’obbligo morale di conservare la sua memoria storica e di trasmetterla alle future generazioni, i testimoni sono un ponte vivente tra il passato e il futuro.

In un periodo nel quale fenomeni come l’intolleranza, l’odio, il razzismo e l’antisemitismo sono in crescita è a rischio un fattore importantissimo per la costruzione del futuro: la contaminazione.

Non possiamo parlare di sviluppo, di smart city e smart land, di intelligenza artificiale se non cooperiamo tutti per prima cosa alla pace.

Noi, la generazione 30/40, quelli che non hanno conosciuto le guerre sulla propria pelle, che i tatuaggi sono un vezzo e non un marchio, cresciuti senza muri e con la libera circolazione tra gli stati europei dobbiamo essere in prima linea per la Pace, per questo apprezziamo e supportiamo la proposta di Matteo Ricci, che punta a dare un giusto riconoscimento ad una straordinaria donna e testimone del 900, Liliana Segre, diventata un simbolo per il presente e per il futuro.

Abbiamo sollecitato un centinaio tra innovatori, realtà giovanili e personalità under 40 impegnate in diversi settori affinché il messaggio del sindaco Ricci non cada nel dimenticatoio e il Parlamento italiano supporti adeguatamente la sua proposta.