UN PA SOCIAL DAY TUTTO ON-LINE

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La comunicazione non dorme mai, è proprio il caso di dirlo, soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo tra lockdown per contenere la diffusione dell’epidemia da coronavirus  e continui flussi di informazioni non sempre attendibili che generano discussioni sui social network. In prima linea c’è PA social, l’associazione per la nuova comunicazione nata  a fine 2015 che in soli due anni è stata invitata dall’OCSE a Washington come primo esempio mondiale di rete per la nuova comunicazione.

In vista del prossimo PA Social Day che si terrà in tutta Italia il prossimo 20 maggio abbiamo raggiunto il presidente dell’associazione Francesco Di Costanzo.

L’emergenza coronavirus sta dimostrando come il digitale ha un ruolo di grande utilità per il Paese, ma anche, come ad esempio per il crash down del sito INPS, che c’è molto da fare per compiere quella “rivoluzione digitale” che sarebbe utile all’Italia. A che punto siamo realmente?

«Il punto è mettere il digitale tra le priorità. Il nostro è un Paese pieno di buone pratiche e di innovatori. Questa emergenza ha dimostrato, se ancora ce n’era bisogno, quanto il digitale e la comunicazione attraverso i canali web, social, chat siano fondamentali nella vita quotidiana. Pensate allo smart working, un dibattito finalmente “sbloccato”, dovrà diventare la normalità. Ora siamo tutti impegnati a superare l’emergenza, ma la ripresa italiana dovrà sicuramente passare anche da un forte investimento sul digitale. Prima di tutto culturale, poi organizzativo, professionale, economico, sociale. Se qualcuno aveva ancora dubbi sull’utilità della comunicazione e informazione digitale, penso che ora abbia chiaro quanto conta avere professionalità dedicate, una nuova organizzazione, un coordinamento, la conoscenza degli strumenti, fonti ufficiali autorevoli e accreditate anche sulle piattaforme come Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn, TikTok o in chat come WhatsApp, Telegram, Messenger (solo per citare i più utilizzati), la capacità di dialogo e interazione con i cittadini. Quello che è successo ad Inps è l’esempio di come il digitale non sia tra le priorità, la risposta alle emergenze, agli eventi, alle occorrenze eccezionali si prepara e si costruisce nella normalità. Ecco perché il digitale, la comunicazione social, l’interazione con il cittadino, lo smart working devono essere la normalità del nostro settore pubblico e non solo. Ci sono tante buone pratiche e straordinari professionisti, c’è bisogno di creare il “sistema”, dargli gambe e struttura. Spero che l’insegnamento dell’emergenza ci aiuterà a fare veloce e recuperare il tempo perduto». 

Ci sono enti e istituzioni molto attive sui social in queste settimane ed altri che continuano a non essere presenti su piattaforme come twitter ed instagram. Qual è il suo consiglio a chi, soprattutto in questo periodo, deve avere un flusso comunicativo costante e diretto?

«Il primo consiglio è esserci. Non è più possibile rimandare la presenza sulle piattaforme social e chat. Il cittadino ha bisogno di punti di riferimento e fonti ufficiali, enti e aziende pubbliche hanno una responsabilità e un ruolo fondamentale anche per la comunicazione e informazione e anche e soprattutto sugli strumenti che noi tutti usiamo nel nostro quotidiano. Serve anche un po’ di intraprendenza e voglia di fare, in questa emergenza sono nati canali creati ad hoc e hanno raggiunto numeri eccezionali. Segnale che quando la PA innova e si fa trovare il cittadino risponde ed è anche soddisfatto. Ultimo: esistono oggi tantissimi modi per seguire attività di formazione, aggiornamento, scambio di buone pratiche, abbiamo tante realtà da imitare e perché no anche superare. Mettiamoci in campo e convinciamo anche i più scettici, i frutti arrivano».

PA Social, l’associazione nazionale per la comunicazione e informazione digitale, che presiede, è molto attiva in questi giorni. Fatta eccezione per le istituzioni è tra le realtà più attive, su cosa si sta concentrando maggiormente la vostra attività? Quante persone avete in campo? E come state organizzando il vostro lavoro?

«Prima di tutto faccio i complimenti al settore pubblico, in prima linea, anche dal punto di vista della comunicazione, informazione, servizi ai cittadini. Dalle aziende sanitarie agli ospedali, dal Governo ai Comuni, dalle Regioni ai tanti enti e aziende pubbliche del Paese, è stata messa in campo un’ampia attività per dare indicazioni corrette ai cittadini attraverso i canali social e chat con card, infografiche, video, approfondimenti, dialogo. Come Associazione PA Social non ci siamo mai fermati, abbiamo sostenuto l’attività delle fonti ufficiali, contribuito ad isolare le fake news, promosso uno scambio costante di materiali e informazioni utili, supportato un’ampia attività di diffusione delle notizie corrette e sensibilizzazione dei cittadini, organizzato numerose attività live sui social network con l’obiettivo di offrire un servizio utile a tutti gli interessati e superare l’attuale stop agli appuntamenti in presenza, promosso e supportato campagne di raccolta fondi e donazione del sangue per il Sistema Sanitario nazionale».

Quante persone avete messo in campo e come state organizzando il vostro lavoro?

Tutto ciò grazie al prezioso contributo della nostra rete nazionale fatta di centinaia di giornalisti, comunicatori, social media manager, esperti di digitale, enti e aziende pubbliche, imprese. Ovviamente in smart working e grazie anche alle tante nostre chat, nazionali e dei coordinamenti locali, dove ogni giorno c’è confronto e scambio per offrire un servizio di qualità. Un orgoglio».

Siete molto attivi anche sul versante della formazione…

«Si, stiamo portando avanti tutte le attività di divulgazione e formazione trasformandole in versione digitale: dal percorso sulla comunicazione social dei Comuni con Anci e Facebook al Digital Lab con Università Pegaso, dai live con gli esperti due volte a settimana sulla nostra pagina Facebook alla lezione con il Master PISIA dell’Università di Padova. Oltre alla formazione stiamo organizzando il PA Social Day e lo Smartphone d’Oro, che partirà dopo Pasqua ed è una nuova iniziativa, il primo premio italiano dedicato alle migliori esperienze di comunicazione e informazione pubblica digitale».  

Ha appena citato il PA Social Day, quindi si farà. Che evento sarà, ci può svelare qualcosa? 

«Sì. Abbiamo deciso di confermare la data del 20 maggio e trasformare l’evento che tradizionalmente si svolge in presenza e online con un format completamente digitale. Come detto, non ci dobbiamo fermare, spero che il PA Social Day possa contribuire a passare meglio questo periodo complicato ed essere parte della riscossa del nostro Paese. Sarà un grande live su web e social per l’intera giornata che coinvolgerà tutta Italia, ci saranno 18 città impegnate e tanti interventi e approfondimenti. Sarà un format un po’ diverso dal solito, ma manterrà le sue caratteristiche tradizionali di grande occasione di confronto, partecipazione, scambio di buone pratiche. Informazioni e programma saranno aggiornati costantemente sul nostro sito www.pasocial.info e sui canali social e chat di PA Social. Vi aspettiamo tutti, stavolta solo online».