Un Paese fragile | nòva-letter 20 – 25 agosto 2018

L’ Italia è un Paese fragile. Il crollo del Ponte Morandi a Genova è solo la punta dell’iceberg di un Paese, il nostro,  che è un malato cronico da tanti – troppi – anni. Un Paese con un passato glorioso ma con un futuro quanto mai incerto. Non è un caso se le principali opere pubbliche siano state realizzate negli anni 60, l’Autostrada del Sole, la spina dorsale della nostra rete autostradale è datata 1964, oltre 9 mila chilometri (su 16 mila totali) di rete ferroviaria è a binario unico, le scuole in regola con i protocolli antisismici sono la minoranza, nella classifica dell’innovazione l’Italia è stata superata dal Portogallo (occupiamo il 9°posto della top ten davanti alla Grecia), nonostante il Nobel della matematica assegnato ad Alessio Figalli i nostri ragazzi sono ultimi per comprensione della matematica e delle scienze tra gli studenti dei grandi Paesi. Un trentenne su 3 vive di paghetta, troppi anziani rinunciano alle cure mediche per mancanza di soldi, 55 miliardi di euro sono usciti dall’Italia negli ultimi due mesi. L’Italia del calcio non ha partecipato agli ultimi mondiali e una nostra squadra di club non vince una coppa europea da quasi 10 anni (la Champions dell’Inter del 2009, se invece parliamo di Europa League il calendario deve scorrere fino al 1999).

 

Intanto sono arrivati i barbari, per dirla alla Baricco; la Lega che da partito indipendentista e legato ad un territorio, il nord, si è trasformato nel principale partito di destra italiano vola nei sondaggi, il Movimento5Stelle partito di proprietà di una srl milanese e che ha come frontman un comico genovese si attesta ampiamente come primo partito italiano. Casapound, partito di matrice neofascista, raggiunge percentuali mai raggiunte prima.

 

Se tanti italiani, circa 6 su 10, si fidano di questi partiti il fenomeno non può essere derubricato. Ci occupiamo di innovazione ed abbiamo deciso di farlo in un territorio, l’Emilia Romagna, al centro di grossi mutamenti sociali e culturali. Abbiamo il dovere se vogliamo continuare a parlare di innovazione (e vogliamo farlo) in maniera non ideologica e pregiudizievole di fermarci a pensare.

 

Riprendendo quello che considero un capolavoro, “I Barbari. Saggio sulla mutazione”, Alessandro Baricco dice che è dall’alto che bisognerebbe guardare. È dall’alto che forse si può riconoscere la mutazione genetica, cioè le mosse profonde che poi creano, in superficie, i guasti che conosciamo. 

 

Noi lo faremo, abbiamo deciso di farlo andando a Cortona nel cuore della Val di Chiana per un week end il prossimo 31 agosto. Qui spiego perché. 

 

Venerdì 31 agosto alle 21 si parlerà di innovazione e comunicazione. I nostri temi.
Tanti gli appuntamenti interessant: sabato 1/9 alle 9 il professor Roberto D’Alimonte, alle 17.30 si parla di cultura con Christian Greco (Direttore del Museo Egizio di Torino). Domenica 2/9 alle 9 si parla di Europa con Marco Piantini già consigliere per gli affari esteri dei PM Renzi e Gentiloni e nostro ospite alla seconda edizione di innòva.

 

Qui il contributo alla discussione di Federico Macchi 
Qui il mio punto di vista sulla generazione alla quale dovrebbe rivolgersi un nuovo partito riformista

 

Per chi vuole venire a Cortona l’appuntamento è da venerdì 31/8 a domenica 2/9 al centro convegni Sant’Agostino in via Guelfa (come arrivare, qui). Alcuni di noi alloggeranno presso il B&B La Casa del Maestro (qui) a soli 400mt dalla centro convegni. Sabato sera ceniamo tutti insieme e facciamo il punto sui temi del convegno e sulle nostre prossime iniziative. Chi ha voglia di unirsi può scriverci a fondazioneora@gmail.com.

 

Abbiamo bisogno di fermarci a pensare ma non di fermarci con le nostre attività. Continua l’attività del nostro blog magazine, per inviare un contributo la mail è stampa@innovatalk.it. In autunno ripartiranno gli #innovaoff dopo quelli su Europa, Smart City e Comunicazione Pubblica, presenteremo il nostro primo paper “Generazione 90210” firmato da Carlo Taglini (qui l’intervista con l’autore) ed abbiamo tante piccole novità in cantiere di cui vi parleremo più avanti.

 

E innòva? Vorremmo fare una 4 edizione totalmente nuova, anche di rottura con il recente passato. Sentiamo il bisogno di innovare anche il format di incontri di questo tipo. Quindi non è in discussione se farla, abbiamo già deciso che si farà. Ma quando? A questa domanda non possiamo dare ancora una risposta. Autunno 2018 – come da tradizione – o primavera 2019? Cosa ne pensate? Ci interessa il vostro parere.

 

Dove? Questa è una domanda banale. Anche se l’iniziativa è cresciuta oltre le nostre previsioni la collocazione naturale di innòva è Reggio Emilia.

 

Sui social ci vediamo quotidianamente, qui la nostra pagina Facebook, qui il nostro profilo Twitter e qui il nostro profilo Instagram che abbiamo deciso di rilanciare. Proprio sul nostro Instagram troverete molte foto del progetto di comunicazione “Humans of Tukulti” ideato dal photoartist bolognese Francesco Pierantoni. Ma vogliamo condividere anche le vostre immagini, inviatecele a fondazioneora@gmail.com e noi le pubblicheremo.

 

Infine il titolo di questa newsletter è ispirato liberamente ad un articolo di una giornalista la cui penna arriva dritta all’anima. Purtroppo non siamo mai riusciti ad averla ospite ad una nostra iniziativa ma per aiutarvi a capire meglio il titolo che abbiamo scelto vi invito a leggere il suo articolo, qui.

 

Un abbraccio, Alessio.

 

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