VACCINARE L’ITALIA (VIVA) SENZA VERI MOTIVI

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per l'immagine si ringrazia HuffingtonPost Italia
di Lorenza Morello
 
Il codice civile dice che i motivi sono irrilevanti per il diritto, salvo quando sono illeciti e comuni ad entrambe le parti.
 
Nella pausa ferragostana che permette di distogliere lo sguardo dalle quotidiane amenità e fare delle riflessioni che vadano un po’ oltre gli ultimi fidanzamenti dei vip o sul prezzo della borsetta di qualcuno, non posso che soffermarmi, e non ne celo l’amarezza, sull’osservazione dei comportamenti dei politici nostrani che, complice probabilmente il Covid che ha dilatato gli spazi tra le persone permettendo alla politica di dettare norme limitative delle libertà personali senza che queste stesse fossero corroborate dai fatti, hanno pensato più che mai che, a questo punto, ogni arbitrio fosse lecito scoprendosi tutti dei novelli Enrico VIII, “Chi più re di me”.
 
L’ultimo in ordine di tempo ad arrogarsi il diritto di volerci infliggere una norma coercitiva è l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che vuole il vaccino Covid obbligatorio per tutti nonostante l’inutilità dichiarata da gran parte della comunità medico scientifica (quella ovviamente non legata alle lobby medicali e che quindi, quando parla, viene subito tacciata di “complottismo” o apostrofata in modo bieco come è successo anche a Luc Montagner, premio Nobel per la medicina nel 2008).
 
Ora, il punto vero di questo discorso non sono i vaccini, su cui peraltro personalmente non sono ne’ a favore ne’ contro ma, in qualità di giurista, in nessun ambito dell’umano agire posso tollerare una coercizione o una restrizione delle libertà personali che non siano più che motivate da una ragione di tutela pubblica.
 
Che, nel caso dell’emergenza Covid, è stato dimostrato non esserci anzi, dati alla mano, le misure attuate con il lockdown hanno aumentato di due terzi il numero dei morti a causa del ritardo nelle cure e molti altri moriranno per le diagnosi intempestive a causa dei nostri ospedali intasati a cercare di salvare, in modo maldestro e senza rigore scientifico, delle vite che invece la mala gestione della cosa pubblica ha condannato a morte.
 
Posto che le poche sperimentazioni di vaccino Covid fatte ad oggi hanno causato sintomi e malattie piuttosto gravi, come detto sin dall’inizio un nuovo vaccino richiede almeno due anni di sperimentazione per non creare più danni di quelli che farebbe il virus stesso.
 
Inoltre ci domandiamo come mai non si sia mai riusciti a mettere a punto un vaccino per il raffreddore che è un virus analogo o che in più di trent’anni dalla scoperta (di Montagner!) del virus dell’HIV non si sia arrivati a creare anche qui un vaccino.
 
In nome del principio di precauzione la popolazione pretende non obblighi, ma severissimi controlli sulla efficacia del vaccino e sulla assenza di gravi complicazioni sempre peraltro descritte nei bugiardini. Ci è stato inoltre detto dagli scienziati -o presunti tali visto che poi ci dicono che la medicina non è una scienza esatta- che anche questo virus muta rapidamente e milioni di volte. Viene allora da fare una considerazione: come si può approntare un vaccino di un virus in mutamento visto che ad esempio anche per l’influenza stagionale è noto a tutti che la vaccinazione annuale è basata sul virus dell’anno precedente?
 
Il riferimento ai “No Vax” nelle dichiarazioni dell’ex Primo Ministo: «Se davvero arriveremo al vaccino contro il Covid questo vaccino dovrà essere obbligatorio per tutti. Obbligatorio, non facoltativo. Obbligatorio!», ha scandito Renzi annunciando l’avvio della raccolta firme promossa dalla deputata renziana Lisa Noja «affinché più persone possibili facciano pressione sul Governo perché non ci sia nessun passo indietro per strizzare l’occhio ai No Vax. Siamo stati chiusi in casa per mesi e se arriva il vaccino lasciamo libertà di scelta? Non scherziamo» è pura propaganda.
 
Il sistema mass-mediatico italiano, fin dal tempi della Lorenzin, cerca di ridicolizzare la grande mole di persone che si pone dei legittimi dubbi sull’accanimento vaccinale. Chi fa obiezioni viene depotenziato attraverso l’accostamento agli atteggiamenti folkroristici di una sparuta, sguaiata, minoranza. Così come accade per la lotta alla TAV o al family day in cui i valori della famiglia vengono fotografati con le immagini di “quattro bigotti” retrogradi per ridicolizzare il tutto, e via di fila.
 
Il tema vero è che non si può pretendere venga accettato in modo acritico visto il crescente numero di sostanze che si vorrebbe iniettare in soggetti sani, tacciando di eresia chiunque si chieda se non possano esserci degli interessi che spingono in una direzione piuttosto che in un’altra. 
 
Ora, per tornare a quanto in apertura, le cose sono due: o la scelta di propendere per una vaccinazione obbligatoria è fatta senza alcun fondamento – e questo dal punto di vista politico e sociale è pericolosissimo tanto per la democrazia quanto per la tutela della collettività che sarebbe in gestita da “pazzi” che agiscono senza cognizione di causa (un po’ come uno scuolabus guidato da un autista senza patente: ci mettereste mai sopra i vostri figli?) – oppure, ed è davvero difficile dire quale delle due opzioni sia meglio, la scelta di Matteo Renzi di schierarsi, senza se e senza ma, per l’obbligarorietà di un vaccino per il Covid potrebbe essere dettata da motivi (che nel caso di specie sarebbero per quanto detto in apertura giuridicamente rilevanti) di sostegno, anche economico, al suo partito o quello che ne è – adesso – della  fondazione a lui vicina che, come è noto, non gode di buona salute e che in vista delle prossime sfide – tanto il partito quanto tutto ciò che gli ruota intorno – hanno necessità di occupare uno spazio, anche di accredito nei confronti di un’importante industria (come quella farmaceutica) ma che non puà essere pagato dalla collettività.
 
Qui, come è ovvio, non è in discussione il vaccino inteso come strumento di prevenzione, la questione è come si intende utilizzarlo e la linea di confine – che deve essere chiarissima – tra la reale utilità e il mero business, diretto o indiretto che sia.
 
Ai posteri l’ardua senteza.
 
*articolo scritto con la collaborazione del medico Paolo Gottarelli