VACCINO OBBLIGATORIO? PRONTA AL CONFRONTO CON CHI LO PROPONE

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In prima linea durante il periodo di emergenza legato alle misure di contenimento della pandemia Covid-19, Lorenza Morello, giurista d’impresa, non ha perso occasione per offrire il suo punto di vista capace di leggere l’umore dell’Italia che produce. Voce, la sua, che si è levata “contro” il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ex Primo Ministro italiano, che ha parlato di obbligatorietà del vaccino anti-covid non appena sarà disponibile.
 
Dottoressa Morello partiamo dalle sue parole contrarie alla proposta Renzi sul vaccino obbligatorio. Su innovatalk l’Onorevole Lisa Noja di Italia Viva le ha risposto in maniera piccata. Cosa le risponde?
«Devo dire che ho dovuto leggere la replica dell’Onorevole Noja un paio di volte per capire che si rivolgeva a me, visto che non tocca nessuno dei punti da me trattati e, peraltro, riporta grossolane inesattezze ed errori concettuali di base.  Inoltre parla di “fascismo” e differenza tra obbligatorietà e coercibilità fisica alla cui ipotesi nessuno, o comunque di certo non io, ha mai pensato, ma già il fatto che un così alto rappresentante delle istituzioni ne parli lei è davvero inquietante».
 
Nella sua replica l’Onorevole Noja dice chiaramente che spetta alla scienza indicare alla politica la strada seguire. È d’accordo?
«I medici sul punto sono palesemente e notoriamente divisi, l’Onorevole parla di tutelare la tenuta del Sistema Sanitario Nazionale e la sua capacità di prendersi cura dei malati e proteggere l’intera collettività. Lo fa dopo che per una vita la politica ha tagliato posti letto, personale medico e potrei continuare ancora ma il concetto è chiaro. E poi predica serietà? Beh, sono pronta a confrontarmi, dati alla mano in un faccia a faccia, sul tema quando vuole. In fondo un rappresentante del popolo ha il dovere di dare delle risposte».
 
Rimane quindi della sua idea, cioè che non è chiara la reale utilità della proposta di vaccino obbligatorio?
«Come ho già detto sono pronta a confrontarmi sulla proposta Renzi di vaccino obbligatorio che reputo un errore come ho spiegato nel mio articolo. Se l’Onorevole Noja o un altro esponente di Italia Viva ha voglia di confrontarsi a guadagnarci sarebbero i cittadini interessati».
 
Eppure lei è stata una frequentatrice della Leopolda, la convention dei sostenitori di Matteo Renzi. Oggi lo critica, cosa è cambiato?
«La prima, ed unica, volta che nella mia vita sono salita su un palcoscenico politico è stato quello della Leopolda perché in Matteo Renzi avevo davvero creduto, ed ho lavorato per avvicinare molti amici, anche politicamente lontani dal centrosinistra, e convincerli a votare per lui. Posso dire che Renzi è stato un’occasione persa per l’Italia?»
 
Si spieghi meglio…
«Non parlo per me che la politica non l’ho mai fatta sebbene me lo abbiano proposto più volte diversi schieramenti ma per tanti che come me hanno sperato in un gruppo di giovani che parlavano di una politica fatta da volti nuovi e di tante altre belle cose. Tutte, purtroppo, smentite dai fatti. Ecco, in quello mi sento personalmente delusa perché ho ancora la brutta abitudine di prendere sul serio le parole altrui. Ma ho capito che è un vizio che devo togliermi».
 
Italia Viva, Azione e Più Europa stanno provando a dare vita ad un terzo polo. Da giurista d’impresa e da attenta osservatrice pensa che ci sia spazio per un polo liberale?
«Nonostante il coronavirus i liberali italiani hanno voglia di assembrarsi. A parte gli scherzi, non credo che in Italia manchino i poli, i partiti e i partitelli: manca invece la possibilità e la voglia di amministrare davvero. Ormai viviamo in un clima di perenne campagna elettorale dove la propaganda è fine a se stessa ed è anche il fine ultimo. Sentiamo parlare di alleanze, di accordi, il tutto la maggior parte delle volte per spartirsi poltrone dove poi, chi siede, non ha la forza né, spesso, il tempo, di cambiare nulla perché schiacciato da un meccanismo più grande di tutto e di tutti perché “l’importante è che tutto cambi perché tutto resti uguale”».
 
Ha criticato apertamente le scelte di Conte e dell’attuale governo PD-Cinque Stelle. Si iscrive anche lei al partito di Draghi?
«L’Italia è un posto dove si produce poco ma si consuma moltissimo. Viviamo la crisi economica più grave dal secondo dopoguerra, ma i veri danni si vedranno adesso. Onestamente mi domando come diavolo siamo arrivati, nel 2020, noi, la settima potenza mondiale, ad avere un governo dove l’asse portante è composto da miracolati? A capo del governo, se fosse ancora vivo, vorrei Marchionne: una persona abituata a misurarsi sui risultati e non sulle chiacchiere».